Crisi energetica in Piemonte: gli effetti si fanno sentire sulle famiglie e sulle imprese
Crisi energetica: durante l’ultima seduta di Consiglio regionale sono intervenuto dopo aver ascoltato la relazione dell’Assessore all’Ambiente che ci ha aggiornato su come la Giunta Cirio pensa di affrontare le difficoltà che stiamo vivendo ed i cui effetti si fanno sentire, con sempre maggior vigore, sulle famiglie e sul nostro sistema produttivo.
In Piemonte il 24% dei consumi di energia è ancora legato alla produzione industriale e per oltre il 60% dipendiamo ancora da fonti fossili come gas naturale e petrolio. La CGIA di Mestre, a fine marzo, ha stimato un salasso da oltre 1,3 miliardi per famiglie e imprese piemontesi. L’indagine congiunturale del II trimestre 2026 dell’Unione Industriale di Torino e Piemonte registra gli effetti – più che ovvi – delle tensioni internazionali sulla fiducia delle imprese.In Piemonte aumentano i costi e frena l’export. In un contesto così complesso e precario una regione come la nostra non può limitarsi ad un approccio ordinario.
E’ urgente sviluppare un piano energetico di lungo periodo che coinvolga, in modo trasversale, tutte le politiche regionali: penso, ad esempio, ai trasporti, alle infrastrutture, all’industria o all’agricoltura.
E’ indispensabile investire su tutte le fonti rinnovabili a cominciare dall’idroelettrico, di cui siamo ricchi, sviluppando al meglio l’opportunità delle comunità energetiche. Ricordo che durante la legislatura Chiamparino fummo la prima regione a legiferare sulle CER. E purtroppo negli anni successivi abbiamo perso troppo tempo per adeguare la legislazione regionale – inseguendo la Lombardia, l’Emilia Romagna, il Veneto ed altre – alle nuove norme europee e nazionali.
Per questo, sul fronte dell’approvvigionamento energetico da rinnovabili, è indispensabile che si recuperi in fretta un ruolo politico da protagonisti facendo valere, anche nel necessario confronto con le altre regioni, il peso di un grande ente del Nord come il Piemonte che vale il 7/8% del PIL italiano.
La crisi energetica che stiamo vivendo non sarà purtroppo un’eccezione. Le mutate condizioni internazionali ci impongono un bagno di realtà rispetto alle prospettive future.
In questo scenario limitarsi ad inseguire l’emergenza non è più un’opzione.



