NUOVO PIANO SOCIO SANITARIO (PSSR) REGIONE PIEMONTE
🔺Domani sarà approvato il nuovo piano socio-sanitario (PSSR) della Regione Piemonte. E’ il documento di programmazione più importante per un Ente in cui la sanità conta per l’80% del bilancio.
💢Lo affrontiamo in un contesto in cui il nostro approccio avrebbe potuto – e dovuto – considerare i cambiamenti epocali che abbiamo vissuto. Pensiamo a tre fattori: pandemia, intelligenza artificiale e dinamiche demografiche.
💢Relazione tra ospedale e sanità territoriale, tecnologia in continua evoluzione e invecchiamento costante della popolazione. Oggi sappiamo che per affrontare la prossima pandemia sarà necessaria una sanità territoriale più efficiente e altrettanto sappiamo come sarà il Piemonte tra venti anni. Sappiamo che nel 2050 perderemo 350mila residenti e scenderemo sotto i 4 milioni di abitanti. Che gli over 65 saliranno dal 24% del 2024 al 35% della popolazione. Del pari si prevede che aumenteranno gli over 80 e gli ultra centenari. Con tutte le conseguenze sulla nostra capacità di garantire qualità di vita e sostenere gli enormi costi relativi. La forbice tra numero di lavoratori attivi e numero di pensionati sarà infatti sempre più ampia.
💢In questo contesto la Giunta Cirio ha inizialmente proposto un documento superficiale ed incompleto. Noi abbiamo preteso mesi di audizioni (ordini sanitari, associazioni etc). Questo dialogo è stato molto utile. La Giunta stessa ha infatti depositato oltre 200 emendamenti al PSSR. Altrettanti sono stati quelli dei consiglieri regionali, sia di maggioranza sia di opposizione.
💢Oggi il PSSR è più completo seppur ancora lacunoso per molti aspetti. Ne cito tre. Tecnologia, prevenzione, personale e risorse.
💢La sanità piemontese conta oggi più di 800 applicativi software che, di norma, non si parlano tra di loro. E’ un limite enorme. La Giunta Cirio ha perso il treno del PNRR per affrontare e risolvere questo problema. Ho proposto di affiancare al fascicolo sanitario elettronico (FSE) un processo di digitalizzazione che potesse garantire uniformità, funzionalità e sostenibilità nella gestione dei pazienti tra ospedalizzazione e affidamento ai presidi territoriali (ospedali e case comunità) o alla domiciliarità. Con linee guida e modelli tecnologici uniformi, codificati e condivisi. Oggi il PSSR sembra assumere consapevolezza del problema ma non garantisce modi, tempi e risorse necessarie per superarlo.
💢Il contesto demografico cui abbiamo accennato avrebbe raccomandato molta più determinazione nell’affrontare il tema della prevenzione. Ogni euro investito in prevenzione ritorna con gli interessi sia in termini di risparmi futuri sia di qualità della vita. Ho suggerito modelli di “check up” salute che altri paesi stanno applicando con esiti confortanti. Nel Regno Unito viene invitata tutta la popolazione tra i 40 e 74 anni a controlli ampi, sistematici e gratuiti per identificare precocemente i rischi cardiovascolari, diabete e altre cronicità. L’obiettivo è quello di contenere la pressione sugli ospedali e sui servizi di emergenza-urgenza attraverso la riduzione dell’incidenza delle patologie. Noi ci limitiamo screening specifici per alcune patologie. Non basta.
💢E infine il grande assente dal PSSR: il nodo centrale del personale e delle risorse necessarie per affrontare una sanità e un’assistenza che, sulla base delle citate dinamiche demografiche, evolveranno molto rapidamente nei prossimi anni.
💢Insomma, resta molto lavoro da fare!


