Il Piemonte naviga in acque molto agitate
Da ormai due settimane la nostra Regione vive in una sorta di “limbo”. Il risultato del referendum ha scombussolato tutti i piani delle destre.
Siamo entrati in una nuova e più incerta fase politica. C’è da augurarsi che, nell’affrontare i prossimi passi – penso tra gli altri alla nuova legge elettorale, lo “stabilicum”, che è stata incardinata in commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati – si maturi e si consolidi la sensibilità per porre al centro di ogni discussione politica le possibili soluzioni ai problemi che i cittadini devono affrontare ogni giorno. Sono e restano tanti. Aggravati da un contesto internazionale mai così frastagliato e nebbioso.
In questo mare in tempesta post voto sono arrivate le dimissioni dell’ormai ex Vice Presidente Chiorino e hanno catalizzato tutta l’attenzione della Regione. Di fatto i lavori del Consiglio sono stati sospesi in attesa delle decisioni del Pres Cirio sulla Giunta.
Ma i problemi restano, anche quelli di competenza regionale. Ed è di questi che la Giunta Cirio dovrebbe occuparsi con urgenza e determinazione.
Pensiamo al disavanzo previsionale annunciato in sanità per il 2026: oltre 879 milioni. Tanti soldi, un buco enorme che era ampiamente prevedibile e che lascia intravedere la necessità di un nuovo piano di rientro. Sarebbe un guaio grande che aggraverebbe l’affanno con cui, ogni giorno, la sanità piemontese si vede costretta a rincorrere le emergenze anziché programmare azioni di prevenzione.
Pensiamo al trasporto pubblico. I comitati pendolari piemontesi sono esasperati. Li abbiamo ascoltati in Commissione Trasporti. Ci trasciniamo, ormai da anni, in una situazione del tutto anomala se ci confrontiamo con molte altre regioni italiane. Da noi l’età media di treni e carrozze è di 14/15 anni. In Emilia Romagna è di 1 anno. La differenza sta tutta qui. Nella qualità del servizio che le regioni sono in grado di garantire: treni puntuali, nuovi, accoglienti, puliti, raffrescati in estate e riscaldati in inverno. La realtà fotografata dai pendolari piemontesi è invece molto diversa. Nel 2022 la Regione ha sottoscritto un contratto di servizio debole nei confronti di Trenitalia. La stessa Autorità di Regolazione dei Trasporti aveva sollevato molte perplessità. E sono ancora pendenti i ricorsi di Federconsumatori. Ecco perché non ci dobbiamo stupire delle criticità che, come in sanità, non nascono mai per caso.



