LO STAMBECCO DEL GRAN PARADISO E’ SALVO!
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Lo stambecco è il simbolo, anche grafico, del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Istituito nel 1922 è stato il primo parco nazionale d’Italia. Nasce con uno scopo: tutelare lo stambecco alpino, specie a rischio di estinzione a causa della caccia. Senza lo stambecco non esisterebbe il Parco Nazionale del Gran Paradiso. È la sua ragione storica e culturale. Oggi il Parco si estende tra Piemonte e Valle D’Aosta e viene considerato, a ragione, una delle icone della nostra Regione.
Qualche settimana fa un gruppo di senatori delle destre di governo, con un emendamento al DdL Malan (caccia), ha inserito lo stambecco alpino tra le specie cacciabili. L’emendamento, nel silenzio generale, è stato votato dalla Commissione competente e sarebbe diventato ben presto legge dello Stato.
Per fortuna un amico che vive in alto Canavese – uno di quelli che ama davvero il Parco e lo rispetta – mi ha avvisato di ciò che stava capitando. Incredulo, mi sono messo ad approfondire per capire come fosse possibile: tutto verissimo! Difficoltà di comunicazione tra Roma e Torino? Sotterfugio? Sciatteria? Non so darmi una risposta.
Sta di fatto che senza la nostra denuncia ora saremmo di fronte ad un’assurdità bella grossa (😳)
L’interrogazione annunciata – nella quale chiedevo se la Regione Piemonte fosse stata coinvolta nel percorso legislativo approdato in Senato oppure se tutto fosse avvenuto all’insaputa della Giunta Cirio – è stata molto efficace.
Il Pres Cirio si è presentato in aula lo scorso martedì con un peluche di stambecco e ha annunciato urbi et orbi di aver salvato – dai suoi stessi compagni d’avventura peraltro (🙄) – il simbolo del Piemonte. In altre parole ha saputo trovare un modo, forse un pò grottesco per la verità e senz’altro coerente con la bizzarria della vicenda, di chiudere una parentesi tragicomica.
Resta un quesito senza risposta: ma queste destre di lotta e di governo, a Roma come in Piemonte, ci sono o ci fanno?




