Il Governo Meloni non versa le risorse dovute e le aziende del trasporto pubblico piemontese sono in grande affanno
Qualche settimana fa la Giunta Cirio è stata costretta a coprire il buco di 209 milioni della sanità piemontese. E lo ha fatto con risorse sottratte ai trasporti, all’università e alle politiche sociali.
Pochi giorni fa è emerso che le imprese del trasporto pubblico locale attendono il pagamento delle fatture 2026. Siamo a giugno e, ad oggi, quest’altro buco sfiora i 230 milioni.
In entrambe i casi è il Governo Meloni che non trasferisce le risorse dovute (500 milioni mal contati) e costringe la nostra Regione ad anticiparle. Per comprendere il rapporto tra necessità e disponibilità, il decreto ministeriale prevederebbe versamenti di 40 milioni al mese. A seguito della nostra denuncia l’Ass Gabusi ha annunciato anticipazioni per 25 milioni (sugli oltre 230 di crediti maturati). Per fare un paragone esplicativo la regione Lombardia ha stanziato 675 milioni in attesa dei fondi nazionali; un pò come se il Piemonte avesse anticipato tutti i 230 milioni e non solo il 10%.
Il ritardo nel pagamento delle fatture causa un problema enorme al TPL con aziende di trasporto pubblico che danno lavoro ad oltre 7000 dipendenti in tutto il Piemonte e che già da tempo sopportano i rincari dell’energia e dei carburanti causati dalle guerre di Trump. Senza interventi risolutivi rischiamo la “tempesta perfetta” per le nostre aziende.
Ho la sensazione che stiamo navigando su una barca piena di falle e che le destre, in Piemonte come a Roma, si arrabattano per rattoppare alla bell’e meglio.
Purtroppo con questa navigazione “a vista” la barca rischia di naufragare.




