19/10/2026 A/V TORINO MILANO. AVETTA: “ADDIO AL CARNET SMART, ORA SOLO TARIFFA PIENA: UNO SCHIAFFO AI PENDOLARI PIEMONTESI. E LA REGIONE CHE FA?”
Il consigliere regionale Alberto Avetta contesta la decisione di Trenitalia: “La Giunta Cirio non lasci soli i pendolari: una società pubblica non può operare secondo logiche meramente commerciali”
«Una nuova sorpresa per i tanti pendolari che viaggiano per lavoro tra Torino e Milano: dopo il forte rincaro del costo dei Carnet Smart, passanti da 99 a 139 euro, ecco che ora Trenitalia elimina l’offerta di Carnet Smart, proponendo come unica alternativa l’acquisto di un abbonamento mensile a tariffa piena (il costo ammonta a quasi 300 euro, a cui si aggiungono 2 euro per ogni singola prenotazione). Un’insostenibile e sproporzionata stangata economica per chi viaggia solo alcuni giorni durante la settimana (ad esempio chi lavora in smartworking) e che si vede così costretto a pagare per servizi di cui non usufruisce. Il pendolarismo tra i due capoluoghi è in costante e strutturale crescita, e coloro che scelgono di risiedere e consumare in Piemonte pur lavorando a Milano rappresentano un bacino d’utenza “fiduciario”, che già subisce tanti disservizi, e che non dovrebbe venire così duramente penalizzato dalle scelte commerciali di Trenitalia. Perché questo è il punto: Trenitalia non è una Spa qualunque, è una società pubblica interamente di proprietà dello Stato tramite il MEF. Quindi, in quanto società pubblica, non può rispondere esclusivamente a rigide logiche commerciali. Per questo ho presentato un’Interrogazione in Consiglio regionale, perché la Regione Piemonte non può essere mera spettatrice passiva di fronte alle scelte unilaterali dei gestori ferroviari che penalizzano direttamente l’economia e la vivibilità del territorio. La Giunta Cirio ha il dovere politico e istituzionale di farsi parte attiva, affiancando e supportando i pendolari piemontesi con la propria autorevolezza e le proprie prerogative di indirizzo nei confronti del ministero dei Trasporti, dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti (ART) e dei vertici del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane». Lo afferma il consigliere regionale Alberto AVETTA (Partito Democratico).


