Il Consiglio regionale ha licenziato il bilancio 2026: tasse aumentate e servizi peggiorati
Il piemonte è una regione che primeggia in tantissimi settori: pensiamo al vino, alla cucina, all’industria, da quella più tradizionale a quella più innovativa come l’aerospazio.
E’ merito di un tessuto imprenditoriale e sociale che ha sempre saputo farsi rispettare in giro per l’Italia e nel resto del mondo.
Tuttavia primeggia anche per una classifica non particolarmente apprezzabile: è infatti tra le regioni italiane che applicano la massima aliquota IRPEF possibile (3,1% e 3,3%) alla platea più ampia di popolazione (reddito da 28mila in su).
Il Veneto applica l’aliquota minima del 1,23%, la Lombardia applica una forbice tra 1,23% e 1,73%.
Sappiamo anche che in Piemonte si prevede una crescita lenta, debole, quasi impercettibile nei prossimi mesi. E chissà cosa capiterà quando finirà l’effetto booster del PNNR.
Il Presidente Cirio governa ormai da 7 anni (84 mesi – 2500 giorni) durante i quali le imposte sono aumentate e la qualità di tanti servizi è peggiorata.
Pensiamo alla sanità: per alcune prestazioni diagnostiche si attendono anche fino a 300 giorni. Secondo il Rapporto Gimbe nel 2024 sono stati 391 mila i piemontesi (9,2% della popolazione) che hanno rinunciato alle cure a causa delle liste d’attesa troppo lunghe. Ed è un dato in aumento (nel 2023 erano l’8,8%). 24mila anziani con certificazione di non autosufficienza sono in attesa di assistenza domiciliare o in struttura, nonostante percorsi già definiti dalle singole ASL. Questa situazione drammatica grava su famiglie che non sono in grado di provvedere ai loro cari e che sono costrette ad affidarsi al buon cuore di amici e parenti nell’attesa che le strutture se ne facciano carico.
Pensiamo ai trasporti: Pinerolo – Chivasso, Ivrea – Torino, Rivarolo – Torino – Chieri, Torino – Caselle – Ceres, Biella – Milano – Torino etc etc. Non c’è linea ferroviaria in Piemonte che in questi ultimi anni non abbia scontato difficoltà crescente. E cosa troviamo in questo bilancio? Un taglio di 20 milioni/anno ai fondi regionali destinati all’esercizio. Il rapporto Pendolaria di Legambiente stima in termini reali (considerando l’inflazione e il reale potere d’acquisto) il Fondo Nazionale Trasporti vale oggi tra il –35% e il –38% in meno rispetto al 2009.
Potrei continuare per le carenze sui trasferimenti ai comuni – che si traducono in tagli ai servizi per i cittadini – per un finanziamento del tutto insufficiente per le comunità energetiche, per la digitalizzazione delle imprese, per l’agricoltura.
Tra le mie proposte sono stati bocciati gli emendamenti destinati a finanziare una campagna di prevenzione efficace contro la diffusione della poppilia japonica, un infestante che rischia di mettere in ginocchio l’agricoltura piemontese a cominciare dai vitigni. Sono stati bocciati tutti gli emendamenti mirati ad aumentare le risorse per comuni, province e Città Metropolitana.
Sono stati invece accolti quelli destinati a impegnare la Giunta su un approfondimento conoscitivo della situazione drammatica in cui versa il trasporto pubblico piemontese e a garantire risorse adeguate alla Fondazione ed alla straordinaria rete delle SOMS (società operaie di mutuo soccorso) piemontesi.



